Tra le questioni che creano più dubbi e discussioni in condominio c’è sicuramente la convocazione dell’assemblea. La legge (articolo 66 delle Disposizioni di attuazione del Codice Civile) parla chiaro: ogni condomino deve ricevere l’avviso di convocazione almeno 5 giorni prima della data fissata per la prima convocazione.
Ma cosa succede se il postino passa per consegnare la raccomandata e non trova nessuno a casa? Da quale momento esatto si iniziano a calcolare questi fatidici 5 giorni?
Facciamo chiarezza per evitare spiacevoli equivoci e comprendere meglio come tutelare i propri diritti.
Il principio generale: la conoscibilità dell’atto
Nel nostro ordinamento giuridico vige il principio di presunzione di conoscenza: un atto inviato a un indirizzo si considera conosciuto nel momento in cui giunge a destinazione, a meno che il destinatario non provi di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di averne notizia.
Quando la raccomandata viene consegnata a mani del condomino (o di un familiare/convivente), non ci sono dubbi: il termine di 5 giorni decorre dal giorno successivo alla consegna.
Ma cosa accade quando la consegna fallisce?
Cosa succede in caso di assenza (Giacenza Postale)
Se al momento del recapito il destinatario non è presente, il postino lascia nella cassetta delle lettere il classico avviso di giacenza (lo scontrino o tagliandino che invita a ritirare il plico presso l’ufficio postale).
A questo punto si aprono due scenari principali:
1. Il ritiro tempestivo
Se il condomino si reca alla posta e ritira la raccomandata prima che siano trascorsi 10 giorni dal deposito dell’avviso di giacenza, il termine dei 5 giorni decorre dalla data dell’effettivo ritiro al punto poste.
Esempio pratico:
Avviso di giacenza lasciato lunedì 1°.
Ritiro in posta effettuato mercoledì 3.
I 5 giorni previsti dalla legge iniziano a decorrere da giovedì 4.
2. Il ritiro tardivo o il mancato ritiro (Compiuta Giacenza)
Se il condomino tentenna e non ritira il plico entro i primi 10 giorni, la legge considera la comunicazione comunque pervenuta allo scadere del 10° giorno dal rilascio dell’avviso di giacenza (la cosiddetta compiuta giacenza).
In questo caso, i 5 giorni di preavviso per l’assemblea inizieranno a calcolarsi dall’11° giorno successivo al rilascio dell’avviso.
Come si calcolano esattamente i 5 giorni?
Per verificare se la convocazione è valida, occorre tenere a mente tre regole d’oro sul calcolo dei termini:
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Non si conta il giorno iniziale: Il giorno del ritiro (o dell’avvenuto compimento della giacenza) non rientra nel conteggio (dies a quo non computatur). Si parte dal giorno successivo.
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Non si conta il giorno dell’assemblea: I 5 giorni devono essere liberi ed effettivi prima della data della prima convocazione.
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Si contano i giorni festivi: Nel calcolo dei 5 giorni rientrano anche i sabati, le domeniche e i festivi intermedi.
Un riepilogo utile per i condomini
| Situazione | Da quando partono i 5 giorni? |
| Consegna a mani | Dal giorno successivo alla data di firma e consegna. |
| Ritiro entro 10 giorni | Dal giorno successivo alla data del ritiro effettivo in posta. |
| Mancato ritiro entro 10 giorni | Dall’11° giorno successivo al giorno dell’avviso di giacenza. |
Cosa rischia il condominio se il termine non viene rispettato?
Se anche solo uno dei condomini riceve l’avviso con un preavviso inferiore ai 5 giorni (oppure non lo riceve affatto), la delibera dell’assemblea non è automaticamente nulla, ma diventa annullabile.
Ciò significa che il condomino svantaggiato (o assente) ha il diritto di impugnare la delibera entro 30 giorni dalla data dell’assemblea (se presente/dissentiente) o dalla data di ricezione del verbale (se assente).
Per questo motivo, un amministratore diligente tende sempre a spedire le convocazioni con largo anticipo (almeno 15-20 giorni prima), proprio per prevenire i ritardi dovuti alle giacenze postali!
Hai dubbi sulla ricezione dell’avviso per la prossima assemblea del nostro condominio? Lascia un commento qui sotto o contatta lo studio dell’amministratore per maggiori chiarimenti!